lunedì 29 settembre 2025

NUOVE LINEE GUIDA OMS 2025

Per contrastare il problema delle resistenze e migliorare la sicurezza delle cure, a marzo 2025 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso un documento con raccomandazioni a livello mondiale. I due pilastri principali sono:

IPC (Infection Prevention and Control): prevenzione e controllo delle infezioni mediante protocolli dedicati e sistemi di monitoraggio.

WASH (Water, Sanitation and Hygiene): potenziamento delle infrastrutture igieniche e sanitarie di base.

Tra le misure raccomandate figurano:
  • igiene delle mani con soluzioni alcoliche disponibili in ogni reparto;
  • sterilizzazione degli strumenti e disinfezione regolare degli ambienti;
  • gestione sicura di cateteri, ventilatori e dispositivi invasivi;
  • uso corretto dei dispositivi di protezione individuale;
  • disponibilità di stanze singole per l’isolamento dei pazienti;
  • presenza di infermieri con competenze specifiche nel controllo delle infezioni;
  • programmi strutturati di uso appropriato degli antibiotici (antimicrobial stewardship).
Il documento sottolinea che la prevenzione non è soltanto un dovere clinico, ma anche un investimento estremamente vantaggioso: ogni dollaro speso può generare fino a 24,6 dollari di benefici, grazie al contenimento delle spese sanitarie e al miglioramento della produttività. Nonostante ciò, il quadro globale rimane preoccupante: solo il 39% dei Paesi dispone di una strategia nazionale per l’IPC e appena il 6% delle strutture sanitarie rispetta tutti i requisiti minimi fissati.

Il quadro normativo italiano 

Pixabay © 2025
Parallelamente alle indicazioni scientifiche, in Italia il tema delle infezioni nosocomiali si intreccia con la responsabilità civile delle strutture sanitarie. 
Con la Legge Balduzzi (189/2012) e la Legge Gelli-Bianco (24/2017) è stata sancita la natura contrattuale della responsabilità delle strutture. 
Il decreto 232/2023 ha ulteriormente rafforzato gli obblighi, imponendo misure preventive e organizzative e scoraggiando l’autoassicurazione.
La sentenza della Corte di Cassazione n. 6386/2023 ha segnato un punto di svolta: in caso di infezioni nosocomiali, la struttura ha l’onere di dimostrare non solo l’esistenza di protocolli, ma la loro concreta applicazione. Gli obblighi comprendono disinfezione, sterilizzazione, sorveglianza microbiologica, gestione della biancheria e dei rifiuti, sicurezza degli impianti, controllo dell’aria e adeguata dotazione di personale. Non si tratta quindi di una responsabilità oggettiva: le strutture possono liberarsi da colpa provando di aver adottato tutte le cautele previste dalle leges artis. Questo orientamento, però, comporta per le direzioni sanitarie e per i dirigenti un dovere di sorveglianza attiva e continua, esteso fino al livello operativo nei reparti. Ogni ASL ha un proprio protocollo operativo per la prevenzione e il contenimento delle infezioni ospedaliere.

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