La terapia antibiotica empirica consiste nell'iniziare un trattamento con antibiotici sulla base dei sintomi e della diagnosi iniziale, senza aspettare i risultati dei test microbiologici. Questo metodo è spesso necessario quando si pensa che ci sia un'infezione grave che deve essere trattata subito.
Lo scopo principale di questo approccio è quello di utilizzare un antibiotico che possa combattere una vasta gamma di batteri, riducendo così il rischio che l'infezione peggiori o causi complicazioni. È particolarmente importante in situazioni come le infezioni urinarie, la polmonite e la sepsi, dove ogni minuto conta.
La scelta dell'antibiotico giusto dipende da vari fattori, come i batteri più comuni nella zona, la gravità della malattia e le caratteristiche del paziente (età, altre malattie e eventuali allergie). Questo approccio richiede una buona conoscenza delle linee guida mediche e delle resistenze ai farmaci presenti nella zona.
La terapia empirica per le infezioni può essere descritta come la migliore “terapia ipotetica" fintanto che non sono disponibili informazioni sull'organismo causale e sulla probabile suscettibilità antimicrobica.
Quando si sospetta un'infezione batterica, è importante stabilire con più precisione dove si trova l'infezione (la sua "localizzazione"). Solo dopo aver fatto ciò, si può iniziare un trattamento mirato o empirico. La terapia empirica è un trattamento che si basa su una "migliore ipotesi" riguardo al batterio che causa l'infezione, prima che si abbiano i risultati dei test microbiologici.
In altre parole, la terapia empirica implica l'uso di un antibiotico che ha una grande probabilità di funzionare contro il tipo di batterio che ci si aspetta possa essere presente, in base alla zona in cui si trova l'infezione.
Questa terapia, che non si basa ancora su informazioni precise sui batteri responsabili, deve essere scelta considerando diversi fattori:
- Lo spettro di attività degli antibiotici contro i batteri che sono più comunemente trovati in quella zona o comunità.
- Le caratteristiche farmacocinetiche dell'antibiotico (come viene assorbito, distribuito e eliminato dal corpo).
- La tollerabilità dell'antibiotico, compresi gli effetti collaterali e le allergie che il paziente potrebbe avere.
- Le terapie antibiotiche precedenti e i risultati microbiologici, per evitare l'uso di antibiotici già inefficaci o che potrebbero aver causato resistenza.
- Il rapporto costo-beneficio, cioè se il trattamento scelto è efficace rispetto al suo costo.
- La disponibilità dell'antibiotico, per assicurarsi che l'antibiotico scelto sia effettivamente disponibile.
- Se non è possibile identificare con precisione la localizzazione dell'infezione o il batterio responsabile, e se il paziente è in uno stato clinico stabile, sarebbe meglio evitare l'uso di antibiotici. Questo perché spesso gli antibiotici in questa fase non sono efficaci e potrebbero rendere più difficile fare una diagnosi corretta in futuro.
Appropriatezza antibiotica
Obiettivi principali
Antibiotico giusto, al paziente giusto, al momento giusto, con dose e via corrette
1. Ottimizzare la terapia
2. Evitare usi inutili o scorretti
3. Ridurre lo sviluppo di resistenze
Fattori da considerare nel paziente
Aspetto Cosa Valutare
Infezione Microrganismo prob., gravità, durata.
Sistema Immunitario Difese immunitarie del paziente
Organi Funzione renale ed epatica
Storia clinica Precedenti antibiotici, rischio batteri resistenti
Caratteristiche personali Età, sesso, obesità
Condizioni particolari Gravidanza, allattamento, viaggi esteri
Terapie in corso Altri farmaci assunti
Rischi individuali Allergie
Durata del trattamento
La terapia antibiotica deve durare il tempo giusto: abbastanza per eliminare l’infezione, ma non troppo a lungo per evitare effetti negativi.
Il trattamento prosegue finché i batteri non sono eliminati o finché le difese del corpo possono completare il lavoro.
La sospensione della terapia si decide valutando i parametri clinici, microbiologici e biochimici.
In genere, molte infezioni si curano in 5-7 giorni.
In caso di infezioni più difficili, la terapia può essere più lunga.
Oltre 7 giorni si va solo in situazioni particolari, come osteomielite o endocardite.
Studi recenti mostrano che cicli più brevi spesso sono altrettanto efficaci di quelli tradizionali e causano meno effetti collaterali.
Rivalutazione della terapia antibiotica
Gli antibiotici empirici vengono prescritti subito, prima di avere tutti i risultati clinici.
Entro 48-72 ore bisogna:
Entro 48-72 ore bisogna:
- ricontrollare la diagnosi,
- verificare se servono ancora antibiotici,
- valutare i risultati di esami (colturali, radiografie, parametri clinici).
- In base a questa rivalutazione, ci sono 5 possibili decisioni:
- Sospendere la terapia se non ci sono segni di infezione.
- Passare da endovena a orale (switch therapy).
- Cambiare antibiotico → preferibilmente a spettro più ristretto (de-escalation), o in alcuni casi a spettro più ampio (escalation).
- Continuare la terapia, fissando la data della prossima rivalutazione o sospensione.
- Programmare la terapia post-dimissione, se serve proseguirla a casa.
*Fonte ASL ROMA 6 anno 2022

