La Mediastinite post chirurgica è un'infezione grave del mediastino (la regione toracica tra i polmoni) che si verifica dopo interventi chirurgici, specialmente cardiaci e toracici, in seguito a sternotomia.
Rappresenta la seconda complicanza infettiva più frequente in ambito di infezioni post operatorie.
E' pertanto necessario attivare delle misure preventive PRE-OPERATORIE per ridurre il rischio di contrarre l'infezione. Ma quali sono le cause di questa infezione che se non curata per tempo può portare a gravi complicanze?
- contaminazione durante l'intervento chirurgico: durante la sternotomia, esiste il rischio di contaminazione dell'area chirurgica da parte di batteri presenti sulla pelle del paziente, strumenti chirurgici o ambienti ospedalieri non adeguatamente sterilizzati;
- infezione del tessuto circostante: dopo l'intervento chirurgico, il tessuto intorno alla ferita può infettarsi con batteri presenti nell’ambiente ospedaliero o sulla pelle del paziente;
- presenza di tessuto morto o devitalizzato: durante la sternotomia, possono crearsi tessuti devitalizzati o necrotici che possono favorire la crescita batterica e l’infezione;
- complicanze della ferita chirurgica: la ferita potrebbe non guarire nel modo corretto e restare parzialmente aperta o potrebbero sorgere degli ematomi. Generalmente, queste condizioni aumentano il rischio di infezione;
- sistema immunitario compromesso: pazienti con un sistema immunitario compromesso, ad esempio a causa di malattie croniche, terapie immunosoppressive o malnutrizione, possono essere più suscettibili alle infezioni post-operatorie, inclusa la mediastinite post-sternotomia;
- prolungata permanenza in ospedale: la permanenza prolungata in ospedale può aumentare il rischio di esposizione a batteri resistenti agli antibiotici o di contrarre infezioni ospedaliere.
In genere si paventa dopo circa 7/14 giorni dall'intervento.
Il tasso di mortalità è compreso tra il 10 e 40%.
In uno studio che ha coinvolto più di 11.000 pazienti con un tasso di mediastinite dell’1,3%, quelli che hanno sviluppato una mediastinite postoperatoria hanno avuto un tasso di mortalità più elevato pari a 90 giorni e a 1 anno.
- febbre: la presenza di febbre è uno dei sintomi più comuni e può indicare un'infezione.
- dolore toracico: un dolore sordo, acuto o bruciante nella zona del torace, soprattutto intorno alla ferita chirurgica, è spesso sintomo di infezione del mediastino;
- gonfiore o arrossamento della zona chirurgica: tastando la zona intorno alla ferita, il paziente potrebbe notare gonfiore, calore e un sospetto arrossamento;
- secrezioni della ferita chirurgica: in alcuni casi, è possibile che dalla ferita fuoriesca pus o altro liquido, segni di un’infezione;
- malessere generale: il paziente può sperimentare affaticamento, debolezza generale o altri sintomi non specifici;
- difficoltà respiratoria: data la posizione del mediastino, in alcuni casi gravi si potrebbero avere sintomi di difficoltà respiratoria. Tra questi si segnalano il respiro corto, l’affanno e la dispnea, un disturbo anche noto con il nome di “fame d’aria”;
- tosse: la tosse persistente è un sintomo spesso presente nei pazienti con mediastinite estesa ai polmoni.
TRATTAMENTI
- terapia antibiotica: gli antibiotici sono il pilastro del trattamento per la mediastinite post-sternotomia e vengono somministrati per via endovenosa per eliminare l'infezione. La scelta degli antibiotici dipende dai risultati delle colture e dalla sensibilità batterica.
- drenaggio delle raccolte di pus: se sono presenti raccolte di pus nel mediastino, queste devono essere drenate per rimuovere l'infezione. Ciò può essere fatto attraverso il drenaggio chirurgico o percutaneo guidato da imaging.
- cura della ferita chirurgica: la ferita chirurgica deve essere attentamente monitorata e trattata per prevenire l'infezione e favorire la guarigione. Ciò può includere irrigazioni con soluzioni antibatteriche, medicazioni a base di agenti antimicrobici e monitoraggio della temperatura e del colore della ferita.
- supporto nutrizionale: i pazienti con mediastinite post-sternotomia possono avere bisogno di supporto nutrizionale aggiuntivo per favorire la guarigione e ridurre il rischio di complicazioni. Ciò può includere la somministrazione di liquidi e nutrienti per via endovenosa o l'assunzione di integratori alimentari.
- gestione del dolore: il dolore associato alla mediastinite può essere gestito con analgesici appropriati per migliorare il comfort del paziente.
- monitoraggio clinico: i pazienti con mediastinite post-sternotomia devono essere attentamente monitorati per valutare la risposta al trattamento, il miglioramento dei sintomi e l'eventuale comparsa di complicanze.
COME SI CURA
Si cura con antibiotici endovenosi ad ampio spettro, che vengono poi identificati in base all'anti-biogramma dei batteri identificati dalla coltura.
Gli antibiotici consigliati possono includere la combinazione di clindamicina e ceftriaxone. con possibili opzioni che comprendono piperacillina-tazobactam, carbapenemici (come il Meropenem), o vancomicina/daptomicina per coprire lo SARM. Oppure gentamicina più metronidazolo. La scelta dipende dai fattori di rischio del paziente e dalla possibile eziologia dell'infezione.
ESEMPI DI FARMACI PIU' UTILIZZATI:
- glintamicina più ceftriaxone: Una combinazione usata frequentemente per le mediastiniti acute.
- Gentamicina più metronidazolo: Un altro regime comune, soprattutto in caso di sospetta rottura esofagea.
- Piperacillina/tazobactam: Utilizzato come opzione a largo spettro, specialmente se c'è shock settico
Analisi di costo-utilità di ceftolozano/tazobactam rispetto a meropenem in pazienti con polmonite acquisita in ospedale (HABP) o polmonite associata a ventilazione meccanica (VABP)
L'analisi ha dimostrato che ceftolozano/tazobactam, in entrambi i contesti di trattamento (empirico e confermato), può rappresentare un'opzione economicamente vantaggiosa rispetto al meropenem dal punto di vista del SSN e sociale (ICER pari a € 1.913 e € 2.203 nel contesto di trattamento empirico e € 6.163 e € 6.597 nel contesto di trattamento confermato, rispettivamente per il SSN e la prospettiva sociale).
Conclusioni:
L'introduzione di ceftolozano/tazobactam nel contesto sanitario italiano può rappresentare una valida soluzione terapeutica sia dal punto di vista economico che dal punto di vista dell'efficacia.
**I SARMs sono I Modulatori Selettivi del Recettore degli Androgeni o SARMs sono una classe di ligandi del recettore degli androgeni che mantengono alcuni degli effetti desiderabili degli androgeni, come prevenire l'osteoporosi e la perdita muscolare, riducendo al contempo i rischi di sviluppare il cancro alla prostata.**
Fonte: Idoctors - National Library of Medicine -


