L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità - in inglese WHO) nel suo nuovo documento datato 2025 promuove la prevenzione e il controllo delle malattie nosocomiali soprattutto a beneficio di quei pazienti che sono particolarmente vulnerabili. Come abbiamo già detto le morti da infezioni prese in ospedale costituiscono un triste primato per il nostro Paese.
Negli ultimi decenni, il fenomeno delle infezioni nosocomiali si è ulteriormente aggravato a causa del crescente numero di patogeni che hanno sviluppato resistenza agli antibiotici e ad altri agenti antimicrobici. Questi microrganismi non rispondono più ai farmaci più comuni, lasciando i medici con opzioni terapeutiche sempre più limitate per combattere alcune infezioni. A contribuire in modo significativo a questo problema è l’uso eccessivo e improprio degli antibiotici, non solo in ambito ospedaliero, ma anche in altri settori, come quello zootecnico.
Secondo il rapporto annuale “L’uso degli antibiotici in Italia - 2023” pubblicato dall’AIFA, tra il 2020 e il 2021 l’uso di antibiotici negli ospedali è cresciuto di circa 1,3%, tornando ai livelli di prima della pandemia di Covid-19.
Un dato ancora più allarmante riguarda l’uso di antibiotici contro batteri resistenti ai farmaci, che dal 2016 al 2023 è quasi raddoppiato, passando da 12,7 a 24,4 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti.
OMS ha pubblicato un documento contenente le linee guida, rivolto ai Governi, AUSL ed istituzioni, per la prevenzione delle infezioni nosocomiali. La prevenzione delle infezioni nosocomiali passa innanzitutto dal miglioramento degli standard igienico-sanitari. Gli esperti fanno riferimento a due concetti chiave: il primo è IPC (sigla di “Infection Prevention and Control”, prevenzione e controllo delle infezioni) e il secondo è WASH (“Water, Sanitation and Hygiene”, ovvero acqua, sanificazione e igiene).
Per migliorare la prevenzione delle infezioni negli ospedali è importante adottare misure pratiche, come:
- *Avere infermieri specializzati nella prevenzione delle infezioni,
- installare dispenser di gel igienizzante per le mani,
- * Garantire la disponibilità di stanze singole per i pazienti.
- *Utilizzare in modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI),
- *Seguire protocolli di sicurezza per la somministrazione e lo smaltimento dei farmaci.
Sono fondamentali anche:
- la sterilizzazione degli strumenti medici,
- la pulizia e disinfezione regolare degli ambienti ospedalieri,
- l’uso di tecniche di iniezione più sicure per proteggere sia i pazienti che gli operatori sanitari.
Queste azioni non solo riducono la diffusione delle infezioni, ma contribuiscono anche a limitare la resistenza agli antibiotici, a ridurre i costi per la sanità e a garantire un ambiente di lavoro più sicuro per il personale medico.
Infezioni ospedaliere: sfide attuali e prospettive future
Anche se molte misure di prevenzione sono relativamente semplici da applicare, la situazione mondiale è ancora lontana dall’essere ottimale.
Secondo il Rapporto globale OMS sull’IPC 2024:
- nel 2023 il 9% dei Paesi non aveva ancora un programma di prevenzione e controllo delle infezioni,
- solo il 39% aveva strategie nazionali, spesso però senza un adeguato sistema di monitoraggio,
- appena il 44% aveva stanziato fondi dedicati,
- soltanto il 6% rispettava tutti i requisiti minimi indicati dall’OMS.
Anche a livello ospedaliero i dati sono preoccupanti: su 5.537 strutture in 92 Paesi, solo il 15,8% era conforme a tutti gli standard minimi di prevenzione.
Questi numeri mostrano quanto sia urgente un impegno coordinato e costante per garantire la sicurezza dei pazienti e rendere i sistemi sanitari più forti. Solo con investimenti adeguati e strategie concrete sarà possibile ridurre le infezioni ospedaliere e combattere la resistenza agli antibiotici.
Ci sono però segnali positivi: grazie alle linee guida dell’OMS, la situazione potrebbe migliorare nei prossimi anni. Un passo importante è stato fatto nel maggio 2024, durante la 77ª Assemblea mondiale della sanità a Ginevra, quando i Paesi membri hanno approvato all’unanimità un piano d’azione globale 2024-2030 per prevenire e monitorare le infezioni.
Documento: The case for investments and action in infection prevention and control a cura del OMS


