Con Infezioni Correlate all'Assistenza (ICA) si intendono quelle infezioni che si prendono in ospedale a causa dei batteri resistenti agli antibiotici.
In Italia si contano circa 523.000 casi all'anno di cui 11.000 mortali. Siamo il primo Paese europeo per tasso di mortalità di queste infezioni.
Gli esperti dicono che per prevenire questa nuova "pandemia" bisogna attuare un piano di prevenzione e informazione. Si stima che il 50% di queste infezioni si potrebbero prevenire adottando le giuste misure. Ogni regione ha un piano per contenere ed evitare che i contagi si diffondano da paziente a paziente ma soprattutto da medico a paziente.
Le ICA più comuni in Italia sono:
- infezioni respiratorie (polmoniti)
- infezioni urinarie
- infezioni chirurgiche
- infezioni del sangue (sepsi o batteriemie)
Le batteriemie sono infezioni causate da batteri PATOGENI nel flusso sanguineo che può derivare da infezioni locali (come polmonite o infezioni urinarie), procedure mediche o interventi, ma anche da azioni comuni come lo spazzolamento dei denti. Sebbene spesso i batteri vengano eliminati autonomamente e non causino sintomi, occasionalmente possono scatenare una risposta infiammatoria grave (sepsi) e danni agli organi, innescando condizioni potenzialmente letali come lo shock settico.
La batteriemia non trattata può portare a gravi complicazioni, come endocardite, osteomielite o sepsi. È essenziale trattare l’infezione in modo adeguato per prevenire tali conseguenze
Sepsi: quando la batteriemia o un'altra infezione innesca una risposta infiammatoria grave e diffusa dell'organismo, si parla di sepsi. Se la sepsi provoca un calo pericoloso della pressione sanguigna, si raggiunge lo shock settico, una condizione potenzialmente fatale che compromette il funzionamento di molti organi vitali. La diagnosi viene effettuata attraverso esami del sangue specifici per identificare la presenza di batteri. Viene anche comunemente chiamata Setticemia.
La sepsi è una grave risposta dell'organismo a un'infezione (causata da batteri, virus o funghi) che può danneggiare tessuti e organi vitali, rappresentando un'emergenza medica. Si manifesta con sintomi come febbre o ipotermia, aumento del battito cardiaco, respiro accelerato e confusione mentale. Richiede cure mediche immediate perché può portare a una rapida progressione e, nei casi più gravi, allo shock settico e al decesso.
La terapia deve essere iniziata il prima possibile. Include la somministrazione di antibiotici, liquidi e, se necessario, farmaci per stabilizzare la pressione sanguigna e sostenere la funzione degli organi.
I sintomi delle Sepsi sono:
- Febbre, brividi o sensazione di freddo
- Frequenza cardiaca elevata (polso)
- Respirazione rapida o affanno
- Confusione o disorientamento
- Pressione sanguigna bassa
- Pelle umida o sudata
La Sepsi in genere richiede un ricovero in terapia intensiva e si cura con la somministrazione rapida di antibiotici ad ampio spettro, liquidi endovena per la pressione, ossigenoterapia e spesso il controllo della fonte dell'infezione attraverso la rimozione di cateteri o il drenaggio di ascessi. Gli antibiotici ad ampio spettro sono farmaci antibatterici efficaci contro un'ampia varietà di batteri, sia di tipo Gram-positivo che Gram-negativo.
Gli antibiotici ad ampio spettro, che sono attivi contro una vasta gamma di batteri sia Gram-positivi
che Gram-negativi, includono classi come fluorochinoloni, macrolidi, tetracicline, penicilline ad ampio
spettro (come amoxicillina e le sue combinazioni), cefalosporine, e carbapenemi.