venerdì 10 ottobre 2025

LARIOCIDINA la nuova speranza contro l'antibiotico resistenza.

 Scoperto un nuovo super antibiotico. Una speranza per il futuro.

Dopo oltre trent’anni senza la scoperta di nuove classi di antibiotici, la ricerca scientifica segna finalmente una svolta. Un gruppo di studiosi canadesi ha individuato una promettente molecola naturale, la lariocidina, che potrebbe diventare una nuova arma nella lotta contro l’antibiotico-resistenza — una delle sfide più urgenti per la salute pubblica globale.

La scoperta, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature, arriva dai laboratori della McMaster University di Hamilton (Canada), sotto la guida del microbiologo Gerry Wright. La nuova sostanza è stata isolata da un microrganismo del suolo, appartenente al genere Paenibacillus, trovato in un campione di terra prelevato in un normale cortile cittadino.

La lariocidina è un peptide antibiotico che agisce in modo del tutto innovativo: invece di colpire la parete cellulare o altri bersagli già noti, si lega direttamente al sistema di sintesi proteica dei batteri, bloccandone la crescita e la riproduzione. Questo meccanismo rende la molecola particolarmente efficace anche contro ceppi batterici multiresistenti, che risultano refrattari agli antibiotici oggi disponibili. Nei primi test di laboratorio, la lariocidina ha dimostrato una forte attività antibatterica su diversi patogeni, inclusi quelli resistenti ai farmaci, senza mostrare effetti tossici sulle cellule umane. 

Per identificare la lariocidina, il gruppo di ricerca ha seguito un approccio sperimentale innovativo, coltivando per circa un anno i batteri raccolti da campioni di suolo. Questa metodologia, pensata per favorire la crescita di microrganismi a sviluppo lento, ha permesso di individuare specie batteriche che normalmente sfuggono alle analisi convenzionali. Tra queste, il batterio Paenibacillus si è distinto per la capacità di produrre una sostanza dotata di una forte attività antimicrobica: la lariocidina. 

I test di laboratorio hanno evidenziato che la molecola non è vulnerabile ai comuni meccanismi di resistenza e mostra una bassa tendenza a indurre resistenze spontanee, oltre a risultare non tossica per le cellule umane. Inoltre, nei modelli murini di infezione da Acinetobacter baumannii — uno dei patogeni più difficili da trattare — la lariocidina ha dimostrato una notevole efficacia in vivo.

Questa scoperta segna un passo fondamentale nella lotta contro l’antibiotico-resistenza, una priorità globale riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tuttavia, affinché la lariocidina possa trasformarsi in un trattamento terapeutico concreto, sarà necessario un percorso di sviluppo clinico rigoroso, comprendente studi preclinici approfonditi e successivi trial clinici sull’uomo, indispensabili per verificarne pienamente sicurezza ed efficacia.

Nonostante l’urgenza, lo sviluppo di nuovi antibiotici procede lentamente: secondo l’OMS, solo 32 molecole sono attualmente in fase di sviluppo nel mondo e appena 12 presentano meccanismi d’azione realmente innovativi. Di queste, solo 4 risultano efficaci contro i patogeni “critici” inclusi nella black list dell’OMS.
La Black list, suddivide i patogeni in tre categorie: "Critical Priority" (priorità critica), "High Priority" (alta priorità) e "Medium Priority" (media priorità) ed include:

  • Acinetobacter baumannii : resistente ai carbapenemi.
  • Enterobacterales : resistenti ai carbapenemi e/o alle cefalosporine di terza generazione.
  • Mycobacterium tuberculosis : resistente alla rifampicina. 

Una lunga strada verso l’uso clinico

Il percorso che porterà la lariocidina dagli studi di laboratorio ai reparti ospedalieri è ancora lungo. I ricercatori hanno impiegato quasi un anno per coltivare i batteri del suolo, utilizzando una metodologia che ha permesso di isolare anche le specie a crescita più lenta.

I prossimi passi  riguarderanno l’ottimizzazione della produzione e l’avvio delle complesse fasi di sperimentazione clinica, necessarie per verificarne sicurezza ed efficacia sull’uomo.

In un’epoca in cui molti antibiotici tradizionali stanno perdendo la loro efficacia, la scoperta della lariocidina rappresenta una nuova frontiera nella medicina moderna — e forse il primo segnale di una rinascita nell’era degli antibiotici.

GLOSSARIO DEI PRINCIPALI TERMINI SUI FARMACI - terza parte-

 


Microbiota

Insieme dei microrganismi che vivono in un ambiente specifico, come il corpo umano. Nel nostro corpo, il microbiota si trova principalmente nell’intestino ma anche in altri siti, ed è fondamentale per la salute. Può essere in:

  • Eubiosi: equilibrio microbico, con effetti positivi per la salute.

  • Disbiosi: squilibrio microbico, con possibili effetti negativi sulle funzioni dell’organismo.

Microrganismo
Qualsiasi organismo microscopico, cellulare o non cellulare, capace di replicarsi o trasferire materiale genetico. Include batteri, virus, funghi, lieviti, muffe, alghe, protozoi ed elminti parassiti microscopici.

Prevenzione dello sviluppo e della diffusione dell’antibiotico-resistenza
Per limitare la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici:

  • Usare antibiotici solo quando prescritti dal medico o veterinario.

  • Seguire dosaggi, tempi e durata del trattamento indicati.

  • Completare l’intero ciclo di cura anche se i sintomi spariscono.

  • Non usare antibiotici avanzati o destinati ad altri animali/persone senza consultare il medico.

  • Prevenire infezioni tramite vaccinazioni.

  • Lavarsi sempre le mani, soprattutto dopo starnuti o tosse e prima di toccare oggetti o persone.

  • Smaltire correttamente i farmaci non utilizzati, chiedendo indicazioni al farmacista.

Prodotto intermedio
Mangime non pronto per essere somministrato direttamente agli animali, contenente farmaci veterinari e materie prime. Serve esclusivamente per preparare mangimi medicati.

OIE (The World Organisation for Animal Health)
Organizzazione internazionale con sede a Parigi, fondata nel 1924, che lavora per garantire la trasparenza sullo stato sanitario degli animali e prevenire la diffusione di malattie infettive. Coordina servizi veterinari a livello regionale e sostiene i Paesi membri con diagnostica, controllo delle malattie e formazione del personale.

OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, WHO)
Agenzia speciale delle Nazioni Unite per la salute, con sede a Ginevra e oltre 150 uffici nel mondo. Lavora per migliorare la salute globale, occupandosi di malattie trasmissibili e non, sicurezza di cibo, acqua e medicine, sistem
i sanitari e sorveglianza sanitaria. Suddivisa in 6 regioni per affrontare le diverse esigenze sanitarie dei Paesi membri.

One Health
Approccio che unisce più discipline professionali per garantire una salute ottimale di persone, animali e ambiente a livello locale, nazionale e globale.

PNCAR (Piano Nazionale Contrasto Antimicrobico dell’Antimicrobico-Resistenza, 2017-2020)
Piano approvato in Italia per combattere la resistenza agli antibiotici e ad altri farmaci antimicrobici (antibiotici, antifungini, antivirali, antiparassitari).
Le quattro azioni strategiche principali sono:

  1. Sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni da microrganismi resistenti, in ambito umano e veterinario.

  2. Uso corretto degli antibiotici e monitoraggio del loro consumo, con obiettivi di riduzione in ospedali, territorio e settore veterinario.

  3. Potenziamento dei servizi diagnostici di microbiologia.

  4. Formazione del personale sanitario, educazione della popolazione e ricerca mirata.

Procariota
Organismo unicellulare molto semplice, con materiale genetico non racchiuso in un nucleo e senza organuli cellulari complessi. Comprende batteri e alghe azzurre. Si riproduce per scissione binaria e molti formano colonie.

Profilassi antibiotica
Uso preventivo di antibiotici per evitare infezioni batteriche. Viene indicata, ad esempio, prima di interventi chirurgici a rischio, quando si posizionano protesi o in caso di contatto con malattie gravi come meningite o difterite.

Profilassi nel settore veterinario
Somministrazione di un farmaco a uno o più animali prima che compaiano sintomi, per prevenire malattie o infezioni.

Protozoi
Microrganismi unicellulari con una struttura più complessa rispetto ai batteri. Possono vivere nel suolo, nell’acqua o dentro animali e piante senza fare danni (commensali). Alcuni sono innocui, ma altri possono causare malattie gravi.

Resistenza clinica (RC)
Indica quando un batterio resiste così tanto a un antibiotico che il trattamento fallisce, anche usando le massime dosi possibili.

Resistenza microbiologica (RM)
È la capacità di un batterio di sopravvivere a dosi di antibiotico che normalmente ucciderebbero un batterio della stessa specie sensibile.

Settimana mondiale della consapevolezza degli antibiotici
Campagna globale, iniziata nel 2015 dall’OMS e poi estesa con OIE e FAO, che si svolge ogni novembre per informare il pubblico e i professionisti sulla resistenza agli antibiotici e promuovere pratiche corrette per evitarne la diffusione.

Sistema immunitario
È la difesa naturale del corpo contro sostanze e microrganismi estranei. Comprende due tipi di protezione:

  • Difesa aspecifica (innata): barriere naturali e cellule che combattono in generale i microrganismi.

  • Difesa specifica (adattativa): produzione di anticorpi che riconoscono e attaccano un microrganismo preciso.
    Il sistema immunitario coinvolge cellule, tessuti e organi come milza, midollo osseo, linfonodi, tonsille, timo e intestino, tutti collegati da sangue e vasi linfatici.


Specie batterica
La specie è un gruppo di batteri simili tra loro, classificati con due nomi latini: il genere (iniziale maiuscola) e il nome specifico (iniziale minuscola).
Esempio: Staphylococcus aureusStaphylococcus = genere, aureus = nome specifico.

Super batteri (Super bugs)
Batteri multi-resistenti agli antibiotici, che rendono molto difficile o impossibile curare le infezioni che causano. L’OMS prevede che, entro il 2050, i super batteri potrebbero causare 10 milioni di morti all’anno nel mondo.

Tempo di attesa
Il periodo minimo tra l’ultima somministrazione di un farmaco veterinario a un animale e l’uso dei suoi alimenti (latte, uova, carne), per garantire che non contengano residui pericolosi per chi li consuma.

Trasferimento genico orizzontale (Horizontal Gene Transfer, HGT)
È il processo tramite cui un batterio può trasferire geni a un altro batterio, anche di specie diversa. Questo meccanismo permette ai batteri di diventare resistenti o multi-resistenti agli antibiotici, soprattutto in organi come l’intestino, dove i batteri sono molti.

Uso “improprio” di antibiotici
Gli antibiotici non servono contro i virus (raffreddore, influenza) e non aiutano a ridurre febbre o starnuti. L’uso improprio include anche dosaggi sbagliati o trattamenti interrotti prima del tempo, che favoriscono la resistenza batterica.

Uso responsabile e prudente
Significa usare gli antibiotici in modo corretto, solo quando servono e seguendo dose e durata prescritte, per proteggere la salute delle persone, degli animali e preservare l’efficacia dei farmaci.

WHO / OMS (World Health Organization / Organizzazione Mondiale della Sanità)
Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di salute globale, malattie trasmissibili e non, sicurezza di alimenti e medicine, e supporto agli Stati membri per migliorare i sistemi sanitari.

Vaccini
Formulazioni sicure ed efficaci che prevenono malattie infettive. I vaccini batterici proteggono da infezioni come pertosse, meningite, pneumococco e Haemophilus influenzae.

Virus
Piccoli organismi subcellulari, visibili solo al microscopio elettronico. Non possono vivere da soli e devono infettare una cellula per replicarsi. Possono infettare animali, piante, batteri e altri virus. Sono costituiti da proteine e DNA o RNA. Gli antibiotici non funzionano sui virus, che richiedono farmaci specifici chiamati antivirali. Alcuni virus, come quelli dell’AIDS o dell’epatite, possono causare infezioni croniche nell’uomo.

Zoonosi
Malattie o infezioni che possono essere trasmesse tra animali e esseri umani, direttamente o indirettamente.

Tratto da Giornata Europea degli Antibiotici (18 Novembre)
Aifa in collaborazione col Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità



INFEZIONI POST OPERATORIE

 COSA DICE LA LEGGE

cure per la vita
Un'infezione post operatoria è una complicazione che può insorgere dopo un intervento chirurgico e se non curata nei tempi e modi giusti, può portare anche al decesso del paziente.

Le complicanze successive a un intervento chirurgico possono manifestarsi per molteplici motivi.

È fondamentale distinguere le situazioni in cui l’infezione rappresenta un rischio prevedibile e intrinseco dell’operazione, da quelle in cui deriva da errori professionali o da inefficienze organizzative. Alcuni esempi includono:

  • mancato rispetto dei protocolli di sterilizzazione in sala operatoria.

  • scarsa igiene durante il periodo di degenza ospedaliera.

  • ritardi nella diagnosi o nella gestione dell’infezione.

  • somministrazione inadeguata o tardiva della terapia antibiotica.

  • infezione dovuta patogeni non riconosciuti.

In tali circostanze, l’infezione post-operatoria può configurare una responsabilità sanitaria. Tale materia è regolata dalla Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017), che definisce criteri precisi per la valutazione della responsabilità medica e garantisce ai pazienti la possibilità di ottenere un giusto risarcimento.

Responsabilità civile della struttura e del professionista sanitario

Le strutture sanitarie o sociosanitarie, pubbliche o private, che si avvalgono dell’opera di professionisti sanitari — anche se scelti direttamente dal paziente e non dipendenti della struttura — rispondono, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del Codice civile, delle condotte dolose o colpose poste in essere da tali professionisti nell’esecuzione delle prestazioni.

Quanto previsto al comma 1 si applica anche alle prestazioni sanitarie eseguite:

  • in regime di libera professione intramuraria;
  • nell’ambito di attività di sperimentazione o ricerca clinica;
  • in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale;
  • o tramite sistemi di telemedicina.
Il professionista sanitario, nei casi sopra indicati, risponde personalmente del proprio operato ai sensi dell’articolo 2043 del Codice civile, salvo che abbia assunto un’obbligazione contrattuale diretta con il paziente.
Nella determinazione dell’eventuale risarcimento, il giudice tiene conto del comportamento del professionista, conformemente a quanto previsto dall’articolo 5 della presente legge e dall’articolo 590-sexies del Codice penale (introdotto dall’articolo 6 della stessa legge).

Il risarcimento dei danni derivanti dall’attività della struttura o del professionista sanitario viene determinato sulla base delle tabelle previste dagli articoli 138 e 139 del Codice delle assicurazioni private (D.lgs. 7 settembre 2005, n. 209), integrate, se necessario, con la procedura indicata al comma 1 dell’articolo 138.

by Jane Doe 2025  ©

giovedì 9 ottobre 2025

GLOSSARIO DEI PRINCIPALI TERMINI SUI FARMACI - 2nda parte-

 

EFSA (European Food Safety Authority)
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, con sede a Parma e istituita nel 2002, fornisce consulenza scientifica alla Commissione Europea, al Parlamento e agli Stati membri per garantire la sicurezza di cibi e mangimi. Analizza dati scientifici e organizza consultazioni pubbliche per valutare i rischi alimentari in modo affidabile.

EMA (European Medicines Agency)
L’Agenzia Europea per i Medicinali, fondata nel 1995, valuta i medicinali destinati all’uso umano e animale in Europa e ne monitora efficacia e sicurezza dopo la commercializzazione. Garantisce che i benefici dei farmaci superino i rischi. La sede, originariamente a Londra, si trova dal 2019 ad Amsterdam, Paesi Bassi.

Efficacia degli antibiotici
Un antibiotico è efficace quando blocca la crescita dei batteri (batteriostatico) o li uccide (battericida). Per preservare la loro efficacia, è importante usarli solo quando serve, sempre sotto indicazione medica, per infezioni batteriche reali. La conservazione dell’efficacia è fondamentale per salute pubblica, salute animale e sicurezza alimentare. La Giornata Europea degli Antibiotici, celebrata il 18 novembre, serve a sensibilizzare sull’uso consapevole di questi farmaci.

Epidemia
Situazione in cui un numero di casi di una malattia infettiva è superiore a quanto ci si aspetterebbe in un determinato luogo e periodo. Può riguardare poche persone o centinaia di migliaia; se coinvolge interi continenti si parla di pandemia. La curva epidemica rappresenta i nuovi casi nel tempo per descrivere l’andamento dell’epidemia.

Funghi (miceti)
Organismi unicellulari o pluricellulari che si nutrono di sostanze prodotte da altri organismi. Sono rivestiti da una parete rigida di chitina e si riproducono tramite spore. Possono causare malattie:

  • Micosi superficiali: pelle, unghie o mucose, di solito leggere.

  • Micosi profonde: organi interni.

  • Infezioni disseminate: rare, gravi, quasi sempre in persone con sistema immunitario molto debole.

Gel disinfettante per le mani
Disinfettante a base alcolica (60-80%) che uccide batteri e altri microrganismi denaturando le loro proteine. L’efficacia dipende dal volume usato (2-5 ml) e dal modo di frizionare le mani. Utile soprattutto quando non è possibile lavarle con acqua e sapone.

Giornata mondiale per l’igiene delle mani
Celebrata ogni anno il 5 maggio, promossa dall’OMS per sensibilizzare sull’igiene corretta delle mani, la forma più semplice ed efficace per prevenire molte malattie infettive, incluse quelle da germi resistenti agli antibiotici.

Giornata Europea degli Antibiotici
Istituita nel 2008 e celebrata ogni anno il 18 novembre, promossa dall’ECDC per aumentare la consapevolezza sui rischi dell’uso improprio degli antibiotici e favorirne l’uso responsabile. L’obiettivo è limitare l’antibiotico-resistenza in Europa.

Igiene delle mani
Lavaggio corretto delle mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi o frizione con soluzione alcolica per 20-30 secondi fino a completa asciugatura. Previene la trasmissione di molte malattie. L’uso dei guanti non sostituisce l’igiene delle mani.

Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA)
Infezioni che si acquistano durante l’assistenza sanitaria, in ospedali, residenze o a domicilio, e che non erano presenti al momento del ricovero. Possono insorgere anche dopo la dimissione. Le ICA aumentano la gravità della malattia, la durata della degenza, la resistenza ai farmaci e la mortalità, oltre a generare costi aggiuntivi per pazienti e sistemi sanitari.

Immunità
Insieme dei meccanismi di difesa dell’organismo contro sostanze estranee che possono provocare malattie infettive o non infettive.

Infezione batterica
Condizione in cui batteri patogeni invadono l’organismo. Se le difese dell’organismo non li neutralizzano, può svilupparsi:

  • Infezione subclinica: senza sintomi evidenti.

  • Infezione acuta: insorge rapidamente, dura poco ma può essere intensa; di solito guarisce, ma talvolta può cronicizzare o portare alla morte.

  • Infezione cronica: persiste per settimane, mesi o anni, richiedendo una terapia più lunga.

Le infezioni batteriche possono essere curate con antibiotici, scelti dal medico in base al tipo di batterio.

Infezione acuta
Inizio improvviso e breve ma intenso di una malattia, che di solito guarisce, ma può anche cronicizzare o portare alla morte.

Infezione cronica
Infezione persistente per settimane, mesi o anni; richiede una terapia più lunga e complessa.

Infezione subclinica
Infezione in cui i batteri sono presenti nell’organismo senza causare sintomi evidenti.

Interazione farmacologica
Quando un farmaco, come un antibiotico, influenza l’effetto di un altro farmaco o di sostanze come alcol. È importante leggere sempre il foglietto illustrativo e consultare il medico o farmacista.

Isolati
Singoli ceppi di microrganismi separati in laboratorio usando terreni di coltura, per studiarne le caratteristiche.

Malattia infettiva
Patologia causata da microrganismi o agenti infettivi (virus, batteri, funghi) che entrano nell’organismo e si replicano, provocando sintomi da lievi a gravi. Il tempo tra il contatto con l’agente patogeno e la comparsa dei sintomi si chiama periodo di incubazione. Le malattie infettive possono trasmettersi ad altre persone tramite cibo contaminato, aria, sangue o contatto sessuale. La vaccinazione protegge dall’infezione stimolando l’immunità.

Mangime medicato
Mangime pronto da somministrare agli animali, contenente uno o più farmaci veterinari insieme a materie prime o mangimi composti.

Metafilassi
Somministrazione di un medicinale a un intero gruppo di animali quando alcuni sono già malati, per curare gli animali sintomatici e prevenire la diffusione della malattia tra quelli a rischio o subclinicamente infetti.

Microbi
Organismi microscopici non visibili a occhio nudo, come batteri, virus e protozoi. Sinonimo di microrganismi o germi.

Fine parte due 

martedì 7 ottobre 2025

GLOSSARIO DEI PRINCIPALI TERMINI SUI FARMACI - parte prima -

 


Adiuvante

Un adiuvante è una sostanza aggiunta a un farmaco per potenziare o migliorare l’effetto degli altri ingredienti. Nei vaccini, gli adiuvanti servono a far sì che il nostro sistema immunitario reagisca meglio e sviluppi una protezione più efficace contro la malattia.

Antibiogramma

L’antibiogramma è un esame di laboratorio che serve a capire quali antibiotici funzionano meglio contro un batterio. Con questo test, i medici possono scoprire se un batterio è resistente, sensibile o ha una sensibilità intermedia a un certo antibiotico. L’esame si fa su campioni prelevati dal paziente, come urine, muco o secrezioni, e aiuta a scegliere il farmaco giusto e il dosaggio corretto per curare l’infezione in modo efficace.

Antibiotico

Gli antibiotici sono sostanze che uccidono i batteri o ne bloccano la crescita. Possono essere naturali, derivati da microrganismi, oppure creati in laboratorio.Gli antibiotici non funzionano contro i virus, quindi non servono per raffreddore, influenza o alcune forme di tosse e mal di gola. Sono invece utili quando serve curare velocemente infezioni batteriche, ad esempio alle vie respiratorie o urinarie, o quando ci sono rischi di complicazioni, soprattutto per anziani, neonati, persone con problemi di cuore, diabetici o con difese immunitarie basse. Non esiste un antibiotico che funzioni su tutti i batteri: ci sono più di 15 categorie diverse, ognuna efficace contro determinati tipi di batteri.

Antibiotici e rischio per l’ambiente

Gli antibiotici, se finiscono nell’ambiente, possono favorire la diffusione di batteri resistenti, pericolosi per uomini e animali. Per questo è importante usarli solo quando servono e smaltire correttamente quelli scaduti o avanzati, ad esempio nei contenitori appositi presenti nelle farmacie.

A livello europeo, alcune sostanze, tra cui alcuni antibiotici, sono monitorate perché considerate pericolose: possono essere tossiche, rimanere a lungo nell’ambiente e accumularsi negli organismi viventi. Queste informazioni aiutano a capire se fiumi, laghi e mari rispettano i standard di qualità ambientale, cioè limiti di inquinanti che proteggono ecosistemi e salute umana. Alcune sostanze pericolose sono considerate prioritarie, in base al rischio che rappresentano per l’ambiente acquatico, calcolato secondo quantità usate e modalità di rilascio.

Antibiotici negli animali come promotori della crescita

In passato, alcuni antibiotici venivano somministrati agli animali per farli crescere più velocemente o sfruttare meglio il cibo. Questa pratica è vietata in Europa dal 2006.

Antibiotico-resistenza (ABR)

L’antibiotico-resistenza è la capacità di un batterio di non essere più ucciso da un antibiotico. Può essere naturale (quando il batterio è già resistente per sua natura) oppure acquisita (quando il batterio diventa resistente modificando il suo patrimonio genetico, ad esempio per uso scorretto o eccessivo di antibiotici).

Usare antibiotici quando non servono, oppure sbagliare dosi e tempi, favorisce lo sviluppo della resistenza e riduce l’efficacia dei farmaci. L’ABR è oggi una delle più grandi minacce per la salute pubblica: in Europa ogni anno muoiono circa 25.000 persone per infezioni resistenti agli antibiotici.

Il problema è aggravato dal fatto che non vengono scoperte nuove molecole abbastanza velocemente per sostituire quelle che diventano inefficaci. In Italia, dal 2001, l’AR-ISS, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, raccoglie dati sulla diffusione dell’antibiotico-resistenza negli ospedali e nelle strutture sanitarie.

L’ABR è una delle principali minacce per la salute pubblica: in Europa muoiono circa 25.000 persone ogni anno per infezioni resistenti. Il problema è aggravato dalla scarsa scoperta di nuovi antibiotici. In Italia, la sorveglianza AR-ISS raccoglie dati sull’ABR negli ospedali e nelle strutture sanitarie dal 2001.

Antibiotico-resistenza a molti farmaci (Multidrug resistance, MDR)
Quando un batterio resiste a più antibiotici di classi diverse, si parla di multi-resistenza o MDR. Esistono batteri “super resistenti” che possono diventare pan-resistenti, cioè resistenti a tutti gli antibiotici disponibili. Senza antibiotici efficaci, non sarebbe più possibile fare trapianti, chemioterapie o terapie intensive, e molte malattie batteriche diventerebbero più frequenti e letali.

Antigene
Sostanza che il sistema immunitario riconosce come estranea o pericolosa. Di solito sono molecole complesse come proteine o zuccheri; raramente lipidi.

Antigeni batterici
Qualsiasi parte di un batterio (proteine, zuccheri, lipidi o altre sostanze) in grado di essere riconosciuta dal sistema immunitario e di stimolare una risposta difensiva.

Anticorpi
Proteine prodotte dai linfociti B del sistema immunitario. Gli anticorpi riconoscono e si legano agli antigeni, aiutando l’organismo a difendersi da virus, batteri e cellule tumorali.

Antimicrobico-resistenza (AMR)
Resistenza non solo agli antibiotici, ma anche a farmaci antifungini, antiprotozoari e antivirali. L’AMR riguarda quindi la capacità dei microrganismi di resistere a diversi tipi di farmaci. In Italia, dal 2017 è attivo un piano nazionale per contrastarla.

Batteri
Microrganismi costituiti da una sola cellula, visibili solo al microscopio. Alcuni batteri vivono naturalmente nel nostro corpo senza nuocere (commensali), mentre altri possono causare malattie (patogeni). I batteri patogeni si trasmettono tramite aria, cibo, contatto diretto o rapporti sessuali.

Batteri multi-resistenti
Batteri in grado di resistere a più antibiotici, anche di classi diverse (vedi MDR).

Batteri pan-resistenti
Batteri che sono resistenti a tutti gli antibiotici disponibili. In Italia ci sono già stati alcuni casi di infezioni da batteri pan-resistenti, che rendono molto difficile curare i pazienti e aumentano il rischio per la loro vita.

Batteri zoonosici
Batteri che possono causare malattie trasmesse dagli animali all’uomo (o viceversa), dette zoonosi. La trasmissione può avvenire direttamente (contatto con pelle, peli, sangue, uova o secrezioni) o indirettamente (tramite cibo contaminato o altri organismi vettori).

Biocidi
Sostanze naturali o sintetiche usate per eliminare o controllare organismi nocivi, come batteri, alghe, insetti, roditori o parassiti. Secondo l’UE, i biocidi si suddividono in gruppi:

  • Gruppo 1: disinfettanti

  • Gruppo 2: conservanti

  • Gruppo 3: prodotti contro animali nocivi (rodenticidi, acaricidi, repellenti, ecc.)

  • Gruppo 4: altri biocidi, usati ad esempio per barche, acquacoltura o imbalsamazione

Ogni gruppo contiene sostanze chimiche diverse che agiscono in modi differenti.

Biofilm
Struttura in cui i batteri vivono insieme immersi in una matrice protettiva su superfici umide, comprese quelle del corpo umano. Il biofilm protegge i batteri dagli antibiotici e dal sistema immunitario e permette loro di sopravvivere meglio rispetto ai batteri liberi in soluzione.

Biosicurezza (in sanità animale)
Insieme delle procedure e misure adottate negli allevamenti per prevenire l’ingresso di nuove malattie e controllare la diffusione di quelle già presenti, mantenendo la salute degli animali.

Biota
Tutti gli organismi viventi (piante, animali, batteri, ecc.) presenti in un determinato ambiente o ecosistema.

Causa principale della Antibiotico-resistenza (ABR)
La resistenza agli antibiotici è un fenomeno naturale, vecchio di miliardi di anni, dovuto a mutazioni genetiche nei batteri. L’uso eccessivo o scorretto degli antibiotici accelera però la comparsa di batteri resistenti: i batteri sensibili muoiono, quelli resistenti sopravvivono e si moltiplicano. Questi batteri possono poi diffondersi ad altre persone, anche se non hanno usato antibiotici.

Ceppo batterico
Gruppo di batteri derivato da un singolo batterio o da una singola coltura. Un ceppo può differire dagli altri della stessa specie per caratteristiche come antigeni di superficie (sierotipo), capacità di causare malattie (ceppo patogeno) o resistenza agli antibiotici (ceppo resistente).

Co-resistenza
Quando un batterio è resistente a più classi di antibiotici contemporaneamente, si parla di multiresistenza o co-resistenza.

Disinfettanti
Sostanze chimiche che riducono o eliminano batteri, virus, spore e altri microrganismi su superfici, oggetti o ambienti. Vengono usati in ospedali, industrie, produzione alimentare e allevamenti. Alcuni disinfettanti per strumenti medici sono considerati dispositivi medici.

Dispositivi medici
Prodotti molto diversi tra loro (strumenti, apparecchi, impianti, sostanze, software) usati nell’uomo per diagnosi, prevenzione, cura o supporto di funzioni fisiologiche. Alcuni si usano a casa (termometri, cerotti), altri solo in ospedale e spesso da personale specializzato (macchine radiografiche). Alcuni dispositivi richiedono energia per funzionare (pacemaker, pompe per farmaci), altri sono impiantati temporaneamente (fili di sutura) o permanentemente (valvole cardiache, protesi articolari).

ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control)
Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie è un’agenzia dell’UE con sede a Stoccolma (Svezia), istituita nel 2005. Aiuta i Paesi europei a rafforzare i sistemi sanitari pubblici e a rispondere a minacce come malattie infettive ed epidemie. Tra le sue attività ci sono la sorveglianza delle malattie, consulenza scientifica, formazione in sanità pubblica e relazioni internazionali. Pubblica inoltre la rivista Eurosurveillance e numerosi rapporti scientifici e tecnici. Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie monitora l’epidemiologia e la prevenzione delle malattie infettive nei Paesi dell’UE e dell’Area Economica Europea. Fornisce strumenti open source per visualizzare e analizzare i dati e monitora 52 malattie trasmissibili.

-Parte prima -

Fonte: Ministero della Salute 2025

venerdì 3 ottobre 2025

ECDC: OBIETTIVI CONTRO LA DIFFUSIONE DEI PATOGENI IN OSPEDALE

 

Antibiotico-resistenza: l’Italia maglia nera in Europa. Entro il 2050 sarà la prima causa di morte 

In Italia il consumo di antibiotici continua a rimanere elevato, favorendo la diffusione di batteri resistenti ai trattamenti. Se non si interverrà con misure concrete, entro il 2050 l’antibiotico-resistenza (AMR) rischia di diventare la principale causa di morte nel nostro Paese, superando persino i tumori - cita cosi il dossier targato 2024 di AIFA.

Ogni anno, in Europa, si registrano oltre 670.000 infezioni provocate da microrganismi resistenti agli antibiotici. Secondo l’ultimo rapporto di sorveglianza dell’ECDC europeo, presentato il 18 novembre 2024 in occasione della Giornata europea dedicata alla lotta contro l’antibiotico-resistenza, queste infezioni causano più di 35.000 decessi: quasi un terzo avviene in Italia, che si conferma il Paese più colpito a livello europeo.

In Italia gli antibiotici vengono somministrati al 44,7% dei pazienti ricoverati, contro una media europea del 33,7%. Un utilizzo così massiccio crea un circolo vizioso: proprio l’abuso di antimicrobici favorisce la nascita di superbatteri resistenti ai farmaci disponibili.

Tra i patogeni più diffusi spiccano:

Klebsiella, che colpisce le vie urinarie con una mortalità fino al 50%;

Pseudomonas, responsabile di infezioni osteoarticolari con una mortalità che può raggiungere il 70%;

Escherichia coli, che provoca diarree anche sanguinolente;

Clostridium difficile, che si moltiplica nell’intestino con una mortalità a 30 giorni vicina al 30%.

Nonostante le campagne di sensibilizzazione, l’uso degli antibiotici nel nostro Paese continua a crescere: il 35,5% dei pazienti (ricoverati e non) ne ha ricevuto almeno uno negli ultimi due anni, contro il 32,9% del biennio 2016-2017.

La situazione varia sensibilmente da regione a regione. Un’indagine dell’ISS mostra che, dopo un intervento chirurgico, le infezioni contratte oscillano da un minimo di 70 ogni 15.000 dimessi in Abruzzo al record di 500 in Valle d’Aosta. Valori molto alti anche in Liguria ed Emilia-Romagna (454), seguite da Lombardia (300) e Lazio (211).

Secondo l’ultimo rapporto dell’ECDC, l’impatto sull’SSN è enorme: le infezioni da batteri resistenti comportano ogni anno 2,7 milioni di giornate di degenza ospedaliera e un costo pari a 2,4 miliardi di euro. Azzerare i microbi in ospedale è impossibile, trattandosi di un ambiente chiuso dove i pazienti portano con sé virus e batteri già dall’esterno. Tuttavia, secondo la SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), l’impatto di queste infezioni potrebbe essere ridotto del 30% avviando percorsi di prevenzione e gestione più rigorosi.

Super batteri sempre più forti: ogni anno 35mila morti in Europa, un terzo in Italia.

Per ridurre davvero il peso delle infezioni servono ricette più mirate, tanto in medicina umana quanto in veterinaria ma non basta. Il problema riguarda anche le strutture: molti ospedali italiani sono vecchi, con impianti di riscaldamento e condizionamento che diventano spesso un’autostrada per la diffusione dei microbi. Senza un rinnovamento radicale, il rischio di resistenza continuerà a crescere.

Per correggere la rotta, l’ECDC ha fissato alcuni obiettivi precisi da raggiungere entro il 2030, anche per l’Italia. Tra questi:

  • ridurre del 18% il consumo di antibiotici a uso umano;

  • portare al 65% la quota di antibiotici del gruppo “Access” (antibiotici a basso costo, quelli che si comprano nelle farmacie e parafarmacie), oggi fermi al 50,8%;

  • tagliare del 18% l’incidenza delle infezioni da Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (che l’Italia ha già ridotto del 24,1% tra il 2018 e il 2023);

  • ridurre del 12% le infezioni del flusso sanguigno da Escherichia coli resistenti alle cefalosporine di terza generazione (in calo del 14,8% negli ultimi 4 anni nel nostro Paese);

  • abbassare del 5% le infezioni da Klebsiella resistenti ai carbapenemi, che invece in Italia sono aumentate del 10,2% tra il 2019 e il 2023.

Il rapporto di sorveglianza dell’ECDC, pubblicato il 18 novembre 2024, evidenzia come dopo i cali registrati nel 2020-2021, in piena pandemia, i tassi di antibiotico-resistenza siano tornati a livelli leggermente superiori rispetto al 2019. “Non è stato possibile rilevare alcuna tendenza alla diminuzione tra il 2019 e il 2023 – si legge – né a livello europeo né nei singoli Stati membri”.

In sostanza, i progressi verso gli obiettivi dell’UE sono ancora troppo limitati. Per esempio, l’uso degli antibiotici del gruppo “Access” non è aumentato, e dal 2019 non è cresciuto il numero di Paesi che hanno raggiunto la soglia del 65%.

Per questo motivo, l’ECDC invita i governi a rafforzare i programmi di “antimicrobial stewardship”, ovvero strategie mirate a un uso più appropriato degli antibiotici: scelta corretta del farmaco, dosaggio adeguato, via di somministrazione e durata della terapia.

lunedì 29 settembre 2025

NUOVE LINEE GUIDA OMS 2025

Per contrastare il problema delle resistenze e migliorare la sicurezza delle cure, a marzo 2025 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso un documento con raccomandazioni a livello mondiale. I due pilastri principali sono:

IPC (Infection Prevention and Control): prevenzione e controllo delle infezioni mediante protocolli dedicati e sistemi di monitoraggio.

WASH (Water, Sanitation and Hygiene): potenziamento delle infrastrutture igieniche e sanitarie di base.

Tra le misure raccomandate figurano:
  • igiene delle mani con soluzioni alcoliche disponibili in ogni reparto;
  • sterilizzazione degli strumenti e disinfezione regolare degli ambienti;
  • gestione sicura di cateteri, ventilatori e dispositivi invasivi;
  • uso corretto dei dispositivi di protezione individuale;
  • disponibilità di stanze singole per l’isolamento dei pazienti;
  • presenza di infermieri con competenze specifiche nel controllo delle infezioni;
  • programmi strutturati di uso appropriato degli antibiotici (antimicrobial stewardship).
Il documento sottolinea che la prevenzione non è soltanto un dovere clinico, ma anche un investimento estremamente vantaggioso: ogni dollaro speso può generare fino a 24,6 dollari di benefici, grazie al contenimento delle spese sanitarie e al miglioramento della produttività. Nonostante ciò, il quadro globale rimane preoccupante: solo il 39% dei Paesi dispone di una strategia nazionale per l’IPC e appena il 6% delle strutture sanitarie rispetta tutti i requisiti minimi fissati.

Il quadro normativo italiano 

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Parallelamente alle indicazioni scientifiche, in Italia il tema delle infezioni nosocomiali si intreccia con la responsabilità civile delle strutture sanitarie. 
Con la Legge Balduzzi (189/2012) e la Legge Gelli-Bianco (24/2017) è stata sancita la natura contrattuale della responsabilità delle strutture. 
Il decreto 232/2023 ha ulteriormente rafforzato gli obblighi, imponendo misure preventive e organizzative e scoraggiando l’autoassicurazione.
La sentenza della Corte di Cassazione n. 6386/2023 ha segnato un punto di svolta: in caso di infezioni nosocomiali, la struttura ha l’onere di dimostrare non solo l’esistenza di protocolli, ma la loro concreta applicazione. Gli obblighi comprendono disinfezione, sterilizzazione, sorveglianza microbiologica, gestione della biancheria e dei rifiuti, sicurezza degli impianti, controllo dell’aria e adeguata dotazione di personale. Non si tratta quindi di una responsabilità oggettiva: le strutture possono liberarsi da colpa provando di aver adottato tutte le cautele previste dalle leges artis. Questo orientamento, però, comporta per le direzioni sanitarie e per i dirigenti un dovere di sorveglianza attiva e continua, esteso fino al livello operativo nei reparti. Ogni ASL ha un proprio protocollo operativo per la prevenzione e il contenimento delle infezioni ospedaliere.

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